Luciana
Stegagno Picchio
(1920-2008)

Nata ad Alessandria il 26 aprile 1920, è morta a Roma il 31 agosto 2008. Dopo le prime traduzioni ed articoli di letteratura portoghese e spagnola nel periodo 1951-56, ottiene libera docenza in Lingua e Letteratura portoghese nel 1960; è incaricata di Lingua e Letteratura Portoghese all'Università di Pisa dal 1959 al 1968; nel 1969 vince la cattedra a professore ordinario di Lingua e Letteratura Portoghese e viene chiamata a ricoprire tale insegnamento nell'Università di Roma «La Sapienza» dove ha insegnato questa disciplina fino al suo pensionamento nel 1997.

Luciana Stegagno Picchio ha iniziato la sua carriera universitaria nell'Università di Pisa come incaricata di Lingua e Letteraura Portoghese alla Facoltà di Lettere e Filosofia dal 01/11/1959 fino al 31/107 1969 ( dal 1960 anche presso la Facolta di Lingue e Letterature Straniere della stessa università). Tale incarico fu promosso e favorito dal Prof. Silvio Pellegrini, uno dei primi studiosi di poesia galego-portoghese in Italia, ed è nell'allora Istituto di Filologia Romanza, da lui diretto, che ebbi il piacere di conoscerla e dove ella acquistò un valente allievo pisano, divenuto poi un brillante scrittore: Antonio Tabucchi, un incontro che risultò decisivo per la conoscenza e il successo in Italia delle opere del grande poeta portoghese Fernando Pessoa. Ai suoi primi interessi risalgono diversi contributi sulla lirica medievale galego-portoghese, rappresentati dall'edizione critica delle poesie di Martin Moya ( Roma 1968), e di Vidal, giudeo di Elvas («Cultura Neolatina» 1962), ed altri sulle pastorelle e serrane, con proposte interpretative nuove ed acute. Ma non erano queste le uniche linee di ricerca di Luciana Stegagno, tanto che una fondamentale Storia del teatro portoghese (Roma 1964) risale a questi stessi anni, mentre i suoi interessi si estendevano ad altri ambiti, non solo medievali, e ad altre culture. Ad una sua iniziativa molto interessante e nuova si deve la rivista Quaderni portoghesi, in cui videro la luce importanti contributi scientifici e interviste con personalità della cultura negli anni 1977-88. Con inesauribile vitalità e vivacità intellettuale Luciana Stegagno Picchio è stata presente sulla scena culturale non solo italiana, frequentando importanti figure di intellettuali e coltivando l'amicizia di poeti, fra i quali in primis Murilo Mendes, della cui opera ha curato l'edizione critica (Murilo Mendes, Poesia completa e prosa, Rio de Janeiro 1994), tenendosi sempre al corrente dei nuovi indirizzi metodologici, quali lo strutturalismo di Roman Jacobson, che conobbe personalmente negli Stati Uniti.

Ben presto fu definitivamente conquistata dalla letteratura e dalla cultura brasiliana, anche in senso amtropologico, alla cui conoscenza e diffusione in Italia ha contribuito in sommo grado, non solo con una grande Storia della letteratura brasiliana (Torino 1997), ma con studi su autori e poeti, di cui ha promosso numerose traduzioni in italiano (a cominciare dai romanzi di Jorge Amado) ed illustrato con articoli sui principali quotidiani. Numerosi suoi contributi riguardano la letteratura di viaggi. Impossibile dare qui una sufficiente idea dell'impressionante attività scientifica e culturale in senso lato di Luciana Stegagno Picchio, come stimolatrice e promotrice di studi sulle letterature e culture portoghese e brasiliana in Italia. Segnalo, ad essa rinviando, che una amplissima bibliografia, disposta per ambiti linguistici e tematici, e distinta in volumi, saggi ed articoli, è premessa al cospicuo volume di studi in suo onore: «E vós, Tágides minhas». Miscellanea in onore di Luciana Stegagno Picchio, a cura di Maria José de Lancastre, Silvano Peloso, Ugo Serani, Mauro Baroni Editore, Viareggio-Lucca 1999 (un altro volume im onore le era stato offerto annin prima in Portogallo: AA. VV., Estudos Portugueses. Homenagem a Luciana Stegagno Picchio, Difel, Lisboa 1991). Luciana Stegagno Picchio è stata insignita de l'Ordem de Santiago da Espada, massima onorificenza portoghese.

Valeria Bertolucci